Ogni anno nel Regno Unito si tiene l’atteso Royal Ascot. Gara di cavalli che non passa inosservata anche per l’uso dei vistosi cappelli. A tal proposito una curiosità interessante potrebbe essere scoprire l’origine legata all’usanza di questi originali copricapi.
Nel Regno Unito, ogni anno, si tiene la corsa di cavalli tra le più attese e le più famose da secoli: il Royal Ascot. E come da tradizione non manca lo stile inconfondibile anche in fatto di dress-code. I cappelli, estrosi protagonisti della manifestazione ippica, appartengono alla tradizione di questo evento e anche i membri della British Royal Family ne fanno sfoggio, con caratteristiche differenti per ogni giornata dedicata alla competizione. In tal senso, dunque, andare all’origine di questa tradizione può essere una curiosità interessante da svelare.
Il Royal Ascot, con i suoi iconici cappelli, è uno degli eventi più attesi dell’anno per i reali inglesi (ma non solo). Un evento che raccoglie attorno a sé tutta la società inglese che si da appuntamento sui prati dell’ippodromo di Ascot nel Berkshire. Manifestazione unica nel suo genere, non passa inosservata anche per gli outfit protagonisti e per le regole ad essi legati. Questa corsa di cavalli è stata istituita dalla Regina Anna nel 1711 e da allora rappresenta una delle tradizioni più sentite e secolari della storia inglese. Si tiene ogni anno nel mese di giugno ed è in prossimità del Solstizio d’Estate.
Si tratta di trenta gare di ippica che si distribuiscono nel corso di cinque giornate durante le quali sia la Royal Famiy britannica che i tanti partecipanti (paganti) sfoggiano look molto particolari. Il dress-code, protagonista indiscusso del Royal Ascot, cambia a seconda dell’area dell’ippodromo in cui si trovano i presenti, tuttavia in ogni spazio non possono mancare i cappelli. Come riporta il sito ufficiale, il regolamento in base agli outfit da indossare all’evento, risale al XIX sec. e a Beau Brummel, dandy e trendsetter dell’epoca che consigliava di lucidare gli stivali con lo champagne.
Come accennato, i codici sull’abbigliamento cambiano da area ad area, ma comunque è richiesto sempre l’utilizzo di abiti non sportivi. La meno rigida, tra le aree, è la Windsor, dove tuttavia non sono consentite scollature, t-shirt e abiti sportivi, ma gli uomini possono togliere il cappello, ad esempio, nei ristoranti. In generale, gli uomini devono indossare (per codice) la tradizionale tuba, un cappello a forma di cilindro dallo stile formale, le donne, invece, possono indossare copricapo di svariati tipi.
Per il Royal Ascot, le signore devono indossare cappelli o fascinator (cerchietti che possono anche non avere decorazioni), ma la testa deve comunque essere ‘adornata’. Insomma, come si può avere modo di capire, la moda di associare al Royal Ascot l’utilizzo di cappelli è nata per aderire al dress-code. Questo, senza dubbio, ha reso l’evento ancora più affascinante. A tal proposito, come dimostrano fotografi e magazine, tra le donne nasce una vera e propria competizione in fatto di copricapo. E anche per l’edizione 2024 non è mancato lo sfoggio di petali, piume, fiori ed ogni sorta di originale stravaganza.
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