Categorie: Cose da Vip

Dua Lipa apre la Manifesto Library a Porto: Chiara Valerio difende i libri censurati

Immagine generata con AI

Dua Lipa apre la Manifesto Library a Porto: quando una pop star difende i libri censurati (e Chiara Valerio applaude)

C’è qualcosa di deliziosamente sovversivo nell’immagine di Dua Lipa — icona pop globale, volto su ogni copertina, voce che riempie gli stadi — che inaugura una biblioteca dedicata ai libri censurati. Non un gesto di facciata, non una campagna social durata 48 ore: una collezione permanente di cento volumi messi al bando, ospitata in una delle librerie più belle e storiche d’Europa. E come se non bastasse, la scrittrice italiana Chiara Valerio ha commentato l’iniziativa con una frase che vale da sola un intero manifesto: «I libri insegnano a disobbedire». Benvenuti alla Manifesto Library di Porto, l’evento culturale del 2026 che nessuno si aspettava arrivasse da questo indirizzo.

Cos’è la Manifesto Library e dove si trova

Partiamo dai fatti, perché qui i fatti sono già abbastanza spettacolari da non aver bisogno di abbellimenti. Il 27 giugno 2026, nella città di Porto, in Portogallo, ha aperto ufficialmente la Manifesto Library: una collezione permanente di cento libri ospitata nell’auditorium culturale della Livraria Lello, una delle librerie più celebrate e storicamente significative d’Europa, descritta come una delle più belle librerie del mondo. Non è un prestito temporaneo, non è una mostra a tempo: è una presenza stabile, pensata per durare.

La Livraria Lello, per chi non la conoscesse, è un luogo che già di per sé racconta storie. Con la sua architettura neogotica, la scala a chiocciola in legno intagliato e le vetrate colorate che filtrano la luce del pomeriggio portoghese, è il tipo di posto in cui si entra e si capisce immediatamente perché i libri abbiano sempre avuto qualcosa di sacro. Sceglierla come sede di una biblioteca dedicata ai libri censurati non è stata una decisione casuale: è una scelta simbolica potentissima, che mette il proibito al centro di uno spazio già venerato.

La Manifesto Library nasce da una partnership tra Service95 e la Livraria Lello. Service95 è il progetto culturale e editoriale fondato da Dua Lipa, che include tra le sue iniziative più note il Service95 Book Club. In altre parole: non è solo la cantante di “Levitating” che fa la cosa carina del momento, è la fondatrice di un club del libro con una storia e una comunità reale che decide di fare un passo ulteriore, costruendo qualcosa di fisico e duraturo.

Cento libri messi al bando: cosa significa davvero

La parola “censurati” rischia di sembrare astratta, quasi storica, come se appartenesse a epoche lontane e regimi che non esistono più. La Manifesto Library esiste proprio per smontare questa illusione confortante. I cento volumi che compongono la collezione non sono tutti reliquie del passato: molti di questi libri sono stati vietati, rimossi dalle biblioteche scolastiche o esclusi dai programmi didattici in tempi recentissimi, in paesi che si definiscono democratici.

Secondo quanto dichiarato da Service95, i libri inclusi nella collezione hanno subito diverse forme di censura: alcuni sono stati direttamente proibiti dalla pubblicazione, altri sono stati eliminati dai curricula scolastici, altri ancora sono stati rimossi fisicamente dagli scaffali delle biblioteche pubbliche. Tre modalità diverse, un unico risultato: qualcuno, da qualche parte, ha deciso che certi libri non dovessero essere letti.

È un fenomeno che non conosce confini geografici né ideologici. I libri censurati hanno attraversato secoli e continenti, e continuano a farlo. Romanzi, saggi, poesie, testi politici, opere scientifiche: la storia della letteratura è anche una storia di ciò che si è tentato di silenziare. E la cosa paradossale — che chiunque abbia mai provato a vietare qualcosa dovrebbe tenere a mente — è che la censura ha un effetto boomerang piuttosto affidabile: i libri messi al bando diventano oggetti di desiderio, testi di culto, simboli di resistenza.

La Manifesto Library trasforma questo paradosso in un progetto culturale. Raccogliere cento volumi proibiti in un unico spazio fisico, permanente, accessibile, dentro una delle librerie più iconiche d’Europa, è un atto che dice molte cose contemporaneamente: che la letteratura sopravvive ai divieti, che il tentativo di silenziare un libro spesso finisce per amplificarne la voce, e che c’è ancora bisogno di luoghi fisici — non solo playlist e feed — in cui incontrare queste voci.

Dua Lipa e il Service95 Book Club: la pop star che legge (sul serio)

Parliamoci chiaro: quando una celebrity lancia un “book club”, il cinismo è la risposta automatica. Quante volte abbiamo visto iniziative simili dissolversi nel giro di qualche mese, tra un tour e una campagna pubblicitaria? Il Service95 Book Club di Dua Lipa, però, ha resistito alla prova del tempo e, soprattutto, ha resistito alla prova della coerenza.

Dua Lipa ha fondato Service95 come piattaforma culturale a tutto tondo, non come accessorio della sua immagine di popstar. Il Book Club è diventato un punto di riferimento per una comunità di lettori che si riconosce nella cura editoriale delle scelte. E ora, con la Manifesto Library, il progetto fa un salto qualitativo: da spazio digitale di condivisione a istituzione culturale fisica, permanente, con una missione dichiarata.

C’è qualcosa di genuinamente interessante nel fatto che sia proprio una figura come Dua Lipa a portare avanti questa iniziativa. Il contrasto — o meglio, la tensione produttiva — tra l’immagine di icona pop globale e la scelta di costruire una biblioteca dedicata ai libri censurati è tutto tranne che casuale. È quasi un atto di disobbedienza in sé: il rifiuto di restare dentro la casella in cui il pubblico e l’industria ti vogliono confinare.

Per approfondire il progetto e la sua genesi, My Modern Met ha pubblicato un’analisi dettagliata dell’iniziativa, esplorando il significato culturale della scelta di Porto e della Livraria Lello come sede della collezione.

Chiara Valerio e la frase che vale un manifesto

Se la Manifesto Library ha avuto bisogno di una voce italiana per raccontarsi, quella voce è arrivata da Chiara Valerio. Scrittrice, intellettuale, responsabile della narrativa italiana per la casa editrice Marsilio, nata a Scauri nel 1978, Valerio è una delle figure più lucide e originali del panorama letterario italiano contemporaneo. E il suo commento all’iniziativa di Dua Lipa è stato di una precisione chirurgica: «I libri insegnano a disobbedire».

Cinque parole. Nessuna subordinata, nessun giro retorico. Una frase che potrebbe stare su un cartello, su una maglietta, sull’insegna di ogni biblioteca del mondo — e che, al tempo stesso, contiene un’intera filosofia della lettura. Perché cosa fa un libro, nel profondo? Ti porta dentro una mente diversa dalla tua, ti mostra il mondo da un angolo che non avresti mai scelto da solo, ti dà gli strumenti per mettere in discussione ciò che ti è stato consegnato come ovvio. In questo senso, ogni libro è potenzialmente un atto di disobbedienza. E i libri censurati lo sono per definizione: qualcuno ha già stabilito che non dovresti leggerli, e tu li leggi lo stesso.

Il commento di Valerio, riportato da Novella2000, non è solo un endorsement dell’iniziativa: è una riflessione sul perché la censura esiste in primo luogo. I libri vengono messi al bando non perché siano pericolosi in astratto, ma perché chi ha il potere di vietarli sa perfettamente che cosa fanno: insegnano a pensare in modo indipendente, a riconoscere le strutture di potere, a immaginare alternative. La disobbedienza di cui parla Valerio non è la ribellione fine a se stessa: è la capacità critica, la facoltà di non accettare passivamente ciò che viene imposto.

E c’è un’ironia sottile, quasi una mise en abyme, nel fatto che una scrittrice italiana commenti un’iniziativa di una pop star albanese-britannica inaugurata in una libreria portoghese, dedicata a libri censurati in tutto il mondo. La cultura non ha passaporto. I libri censurati, ancora meno.

Immagine generata con AI

La Livraria Lello: un tempio per i libri (e ora anche per quelli proibiti)

Non si può parlare della Manifesto Library senza dedicare qualche riga alla sua sede. La Livraria Lello di Porto non è una libreria qualunque: è un luogo che ha una sua mitologia, una storia architettonica e culturale che la rende unica in Europa. Definita come una delle librerie più belle del mondo, la Lello è un edificio che racconta la civiltà del libro prima ancora che tu apra un volume.

Scegliere questo spazio per ospitare una collezione permanente di libri censurati significa inserire la Manifesto Library in un contesto che già di per sé parla di venerazione per la parola scritta. L’auditorium culturale della Livraria Lello, dove la collezione è fisicamente collocata, diventa così un doppio palcoscenico: quello dell’architettura storica e quello della sfida intellettuale. I cento volumi messi al bando trovano casa in un luogo che è già, in sé, una dichiarazione d’amore per la letteratura.

C’è anche una dimensione geografica da non sottovalutare. Porto non è Londra, non è Parigi, non è New York: è una città con una propria identità culturale fortissima, una storia di apertura e di scambi che risale ai secoli della grande navigazione portoghese. Aprire qui una biblioteca dedicata ai libri censurati ha un significato che va oltre la scelta logistica: è un gesto che si inscrive in una tradizione di curiosità verso il mondo, di rifiuto dei confini imposti.

Perché i libri censurati ci riguardano ancora

C’è la tentazione, quando si parla di libri censurati, di trattare l’argomento come una questione storica o geograficamente lontana. La censura libraria, nel senso più brutale del termine, sembra appartenere a regimi autoritari distanti nel tempo o nello spazio. Ma la realtà è più complessa e più vicina di quanto si voglia ammettere.

Negli ultimi anni, in diverse democrazie occidentali, si è assistito a un aumento significativo delle richieste di rimozione di libri dalle biblioteche scolastiche. Non si tratta di governi che bruciano libri in piazza: si tratta di pressioni locali, di comitati di genitori, di delibere comunali, di decisioni amministrative che, sommate, producono un effetto di silenziamento progressivo. I libri coinvolti trattano spesso di identità, di storia, di sessualità, di razza — argomenti che qualcuno considera inappropriati o pericolosi per i giovani lettori.

La Manifesto Library si inserisce in questo contesto con una risposta semplice e diretta: raccogliere questi libri, dargli una casa permanente, renderli visibili e accessibili. Non è una risposta politica nel senso partitico del termine: è una risposta culturale, che sceglie la presenza fisica e la permanenza come forma di resistenza. I libri censurati non spariscono: vengono messi in una delle librerie più belle del mondo, in bella vista, per tutti.

E la frase di Chiara Valerio — «I libri insegnano a disobbedire» — risuona in questo contesto con una forza particolare. Non è una provocazione, non è uno slogan: è una descrizione accurata di ciò che la letteratura fa quando funziona davvero. Insegna a pensare, a dubitare, a immaginare. Insegna, appunto, a disobbedire.

FAQ: tutto quello che vuoi sapere sulla Manifesto Library

Cos’è esattamente la Manifesto Library?

È una collezione permanente di cento libri censurati o messi al bando, ospitata nell’auditorium culturale della Livraria Lello di Porto, in Portogallo. È nata da una partnership tra Service95 — il progetto culturale fondato da Dua Lipa — e la Livraria Lello, e ha aperto ufficialmente il 27 giugno 2026.

Perché Dua Lipa è coinvolta?

Dua Lipa è la fondatrice del Service95 Book Club, una delle iniziative culturali di Service95. La Manifesto Library è il risultato di questa partnership con la Livraria Lello e rappresenta un’evoluzione concreta del progetto editoriale della cantante verso uno spazio fisico e permanente.

Chi è Chiara Valerio e perché ha commentato l’iniziativa?

Chiara Valerio è una scrittrice italiana nata a Scauri nel 1978, responsabile della narrativa italiana per la casa editrice Marsilio. Ha commentato la Manifesto Library con la frase «I libri insegnano a disobbedire», riportata da Novella2000, offrendo una riflessione sul significato culturale e politico dei libri censurati.

Dove si trova la Livraria Lello?

La Livraria Lello si trova a Porto, in Portogallo, ed è considerata una delle librerie più belle e storicamente significative d’Europa e del mondo.

Una biblioteca che è già un manifesto

Alla fine, la Manifesto Library è esattamente quello che il suo nome promette: non solo una raccolta di libri, ma una dichiarazione di intenti. Cento volumi messi al bando, riuniti in uno degli spazi librari più iconici del mondo, inaugurati da una pop star che ha scelto di usare la sua piattaforma per costruire qualcosa di duraturo, commentati da una delle voci più acute della letteratura italiana. È un’iniziativa che funziona su più livelli contemporaneamente: come gesto culturale, come atto politico nel senso più alto del termine, come risposta concreta a chi pensa che certi libri debbano sparire dagli scaffali. E il fatto che tutto questo avvenga a Porto, nella Livraria Lello, con Chiara Valerio che ricorda al mondo che i libri insegnano a disobbedire, rende il quadro completo. I libri censurati hanno trovato casa. E che casa.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Redazione VelvetMAG

Per contattare il team scrivi a redazione@velvetmag.it Seguici su: Instagram Facebook Twitter Linkedin

Pubblicato da
Redazione VelvetMAG

Articoli Recenti

Amici 26: addio ai professori storici, arrivano i commissari tecnici e volti Sanremo

Maria De Filippi rivoluziona il format di Amici dopo il calo di ascolti: fuori i… Read More

11 ore Fa

Cicciolina torna in copertina: «Vivienne Westwood oggi, Parlamento domani» — la candidatura alle politiche 2027

Cicciolina torna in copertina su Novella 2000 annunciando una possibile candidatura alle politiche 2027. L'ex… Read More

1 giorno Fa

Jared Leto accusato di molestie da quattro donne nel documentario BBC: tre erano minorenni

Il documentario BBC del 29 luglio 2026 rivela accuse di jared leto molestie da parte… Read More

1 giorno Fa

Temptation Island 2026, la finale del 29 luglio: chi resta insieme e chi si lascia

Stasera la finale di Temptation Island 2026 su Canale 5. Scopri come stanno le coppie… Read More

1 giorno Fa

Raffaella Griggi nuova conduttrice di Chi l’ha visto?: il dopo Sciarelli è ufficiale

Raffaella Griggi sarà la nuova chi l'ha visto conduttrice a partire dal 23 settembre 2026,… Read More

2 giorni Fa

Luca Barbareschi, le confessioni choc: otto donne contemporaneamente, droghe con Bowie e Lou Reed

L'attore, regista e ex politico, a 70 anni, si racconta senza filtri: dalla vita sopra… Read More

2 giorni Fa