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“Malati” di shopping? Uno studio rivela i rischi di questa particolare dipendenza

Comprare vestiti, scarpe, accessori di continuo potrebbe diventare una vera patologia

Dedicarsi allo shopping è spesso un modo per combattere lo stress o concedersi relax; ma uno studio spiega i rischi di questa abitudine. Una ricerca scientifica ha rivelato come gli acquisti compulsivi possano creare problemi non solo al portafoglio ma anche alla salute. Gli esperti, infatti, spiegano che usare, con una frequenza assidua, la carta di credito per compere online (ma non solo) può essere paragonata addirittura alla dipendenza dalle sostanze stupefacenti.

A rivelare le conseguenze allarmanti dello shopping compulsivo è uno studio condotto dal Massachusetts Institute of Technology (MIT). Secondo la ricerca, pare che gli acquisti effettuati con la carta di credito abbiano la capacità di innescare nel cervello la stessa reazione chimica che si ha con l’uso di sostanze stupefacenti come addirittura le anfetamine. Ovviamente la ricerca si riferisce a chi compra in maniera incontrollata e quasi patologica.

I rischi derivati dalla dipendenza dallo shopping

Secondo la ricerca condotta dal Massachusetts Institute of Technology i “malati” di shopping potrebbero diventare dipendenti anche dall’usare continuamente la carta di credito. Questo fenomeno, che con la pandemia pare essersi incrementato, rischia di diventare un problema importante per chi non riesce a frenarsi dagli acquisti compulsivi. La ricerca afferma che uno dei maggiori problemi derivati dalla dipendenza dallo shopping potrebbe essere l’incapacità di controllare gli impulsi e quindi un bisogno costante di comprare qualsiasi cosa capiti davanti gli occhi. Lo studio dimostra, inoltre, che i maniaci dello shopping sono più materialisti dei “normali” acquirenti. Tuttavia, il loro materialismo si sviluppa in maniera del tutto singolare; si tratta infatti di persone che tendono ad accumulare comprando, spesso, cose inutili. La scienza sta continuando ad effettuare ulteriori studi, al fine di comprendere come si possa “disinnescare” questa abitudine compulsiva; essa infatti, a lungo andare, potrebbe creare problemi non trascurabili alle persone ossessionate dagli acquisti. Intanto pare esistano già delle terapie di gruppo in grado di sostenere i “malati” di shopping.

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Francesca Perrone

  • Cultura, Ambiente & PetsMessinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
    Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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