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Omicidio Isabella Noventa, le dichiarazioni shock di Freddy Sorgato consegnate al giudice

Nella memoria consegnata al giudice, Fredddy Sorgato, accusato dell’omicidio di Isabella Noventa, racconta la verità sulla morte della donna.

Freddy Sorgato alla prima udienza dell’omicidio di Isabella Noventa, la segretaria uccisa la notte tra il 15 e il 16 gennaio 2016, ha consegnato al giudice Tecla Cesaro una memoria contenente la sua verità sulla morte della donna. L’uomo, nelle cinque pagine scritte di suo pugno, nega il delitto premeditato e si assume tutte le responsabilità sulla fine di Isabella; probabilmente per scagionare la sorella Debora, anche lei accusata del delitto. Nella memoria Freddy Sorgato si appella al giudice: “Ho ritenuto opportuno rivolgermi a una persona obiettiva come lei in modo che si conoscesse la giusta verità in merito per poter dare così una direzione sensata alla situazione e poter giudicare al meglio”. Secondo il pm Giorgio Falcone l’omicidio di Isabella Noventa è stato studiato a tavolino dall’uomo, dalla sorella Debora e dall’ex amante Manuela Cacco.

Dei cinque fogli scritti da Freddy Sorgato, solo l’ultimo è incentrato sulla notte in cui ha perso la vita Isabella Noventa. Le altre pagine riguardano il rapporto con la vittima: “Ho conosciuto Isabella nel 2013 in una scuola di ballo e si è evidenziata una forte simpatia da parte di entrambi”. La relazione tra i due, stando quanto dichiarato nel memoriale, soffriva di alti e bassi a causa della gelosia di Isabella che lo attaccava con un’aggressività, definita da Freddy, bonaria. La relazione si conclude nell’ottobre del 2014 ma nel luglio 2015 si rincontrano in una sagra. Da qual momento Isabella Noventa e Freddy Sorgato riprendono a frequentarsi ma la donna stessa gli proporrà di diventare soli amici di letto. Un invito che, stando quanto scritto da Freddy, è stato arricchito con il tempo da richieste sessuali sempre più varie fino a giungere ai giochi erotici estremi.

Nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 2016, proprio durante uno di quei giochi sessuali estremi, che ormai erano soliti fare, Isabella Noventa si è accasciata. Nella memoria Freddy Sorgato parla della tragica sera dichiarando: “Si accasciava senza dare segno alcuno, senonché mi apprestavo immediatamente a dare soccorso, a nulla servito, visto che giaceva inerme davanti a me. Fui assalito dal panico e dalla paura restando paralizzato nell’impossibilità di fare altro, colto dalle fatali responsabilità e conseguenze del fatto che di per se rappresentava una grave minaccia alla mia esistenza futura, mi disfeci del corpo mettendolo in un sacco e gettandolo nel fiume”. Tornato a casa, Freddy si ricorda che Isabella le aveva detto di avere un appuntamento a Padova e convinse Manuela Cacco ad utilizzare gli abiti della Noventa: così da far sembrare che Isabella fosse ancora viva. Freddy Sorgato descrive lo stato d’animo dei giorni dopo la morte della donna: “Continuò ancora a imperversare in me la paura di quella notte. Il mio affetto a Isabella era puro da non poterle mai e poi mai fare del male per nessuna ragione al mondo. Quanto accaduto mi ha segnato per l’eternità”.

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