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Omicidio Isabella Noventa: “Debora non aveva nessun movente per uccidere”

Secondo l’arringa degli avvocati della difesa di Debora Sorgato la donna non ha commesso né partecipato all’omicidio di Isabella Noventa. I difensori hanno quindi chiesto al giudice l’assoluzione per la sorella del principale indiziato.

Il 6 giugno del 2017 si è conclusa la sesta udienza del processo in primo grado dell’omicidio di Isabella Noventa, la segretaria di Albignasego scomparsa nella notte tra il 15 e il 16 gennaio del 2016. In tribunale questa a volta a parlare è stata la difesa di Debora Sorgato, che mediante l’arringa, ha esposto le motivazioni per le quali la sorella del principale indiziato sia innocente. “Crediamo molto nell’incolpevolezza di Debora e abbiamo chiesto l’assoluzione. Non era presente nel momento del delitto, era a casa”, questo l’intervento dell’avvocato Roberto Morachiello, che assieme al collega Luca Motta, si occupa di difendere l’imputata accusata con il fratello Freddy e Manuela Cacco dell’omicidio di Isabella Noventa.

Secondo i legali di Debora Sorgato, la versione fornita ai giudici nell’incidente probatorio da Manuela Cacco è falsa. Gli avvocati difensori della Sorgato escludono che ad uccidere Isabella sia stata Debora, soprattutto vista la modalità descritta dalla tabaccaia: la segretaria dagli occhi blu sarebbe stata uccisa a colpi di mazzetta. L’avvocato Roberto Morachiello, al termine dell’udienza, ha concluso dichiarando: “Debora non aveva nessun movente per uccidere Isabella. Nessun rancore contro di lei ed è stata coinvolta all’ultimo. Abbiamo passato sette ore a smontare parola per parola le dichiarazioni di Manuela Cacco che non hanno nessuna verità e che non erano neanche difficili da contrastare”.

Il processo per l’omicidio di Isabella Noventa è iniziato il 9 maggio scorso e restano ancora da ascoltare gli avvocati difensori di Freddy Sorgato. L’uomo, durante il primo colloquio in tribunale, aveva presentato un manoscritto di cinque pagine nel quale forniva la sua versione dei fatti sulla tragica notte. Successivamente, nel corso delle seconda e terza udienza, il pm Giorgio Falcone ha esposto la ricostruzione dei fatti secondo la Procura e ha illustrato il movente del delitto: la gelosia, un sentimento che ha spinto Debora Sorgato ad uccidere Isabella, preoccupata inoltre che la donna potesse intaccare i risparmi di Freddy. Nel corso della terza udienza, il pm Falcone ha richiesto per i tre imputati le seguenti pene: per i Sorgato l’ergastolo mentre per la tabaccaia Manuela Cacco, accusata per concorso esterno in omicidio e per stalking, 16 anni e 8 mesi.

 

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